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(da "la Provincia" del 09/12/2012  di Gianfranco Casnati)

Quando a Carate si costruivano i MAs nei cantieri Taroni

La cantieristica lariana era già all'avanguardia. Fu così riconvertita per l'industria bellica durante gli anni finali della Grande Guerra

 

 

Dalla prima Guerra mondiale , con i Mas durante la Repubblica di Salò con gli MTm (barchini esplosivi), la cantieristica lariana convertì parte della sua produzione nautica d'avanguardia in allestimenti bellici. Una tradizione nata nel 1903 con la nascita dell'Elice Club Italiano , fondato dal nobile Alessandro Volpi, proprietario della villa del Pizzo di Cernobbio, costruttore di motori e fornitore della Regia Marina.  Il legame tra il Volpi ed il cav. Ferdinando Taroni, titolare dell'omonimo cantiere di Carate Lario, fece ivi stabilire la sede dell'Elice Club, cui aderirono industriali e uomini politici milanesi.

 

Il primo progetto

Tra questi Gian Luigi Maccia, titolare della ditta Maccia Macchini di MIlano, che nel 1914 aveva elaborato il primo progetto dei Mas , affidato per la realizzazione alla S.V.A.N. (Società Veneziana Automobili Navali). Entrata la guerra nella fase più cruenta , venne varato dalla Marina il cosiddetto progetto "Febbraio 1917" per la costruzione di 180 Mas della seconda generazione denominati "Svan 121", ovvero di 12 tonnellate con un cannone di da 57/43, da impiegare su larga scala  nelle incursioni contro la flotta austriaca nell'Adriatico. Per la loro costruzione la Marina dovette ricorrere ai cantieri navali che pur essendo "minori" erano i più affidabili. La realizzazione di 65 MAS fu quindi assegnata a 5  cantieri diversi . Tra questi i Cantieri Taroni di Carate Lario rappresentanti  per la produzione bellica, in quanto firmatari dei contratti di fornitura , dalla ditta Macchia Marchini. Il primo contratto fu stipulato il 26 marzo 1917 per 15 Mas al prezzo unitario di 57 mila lire, esclusi i motori e l'armamento forniti dalla Marina Militare. Le consegne sarebbero dovute avvenire tra il giugno ed il novembre dello steso anno. Con il secondo contratto del 22 aprile 1917, il cantiere si impegnava a costruire altre tre unità uguali alle precedenti. Il prezzo unitario delle ultime tre unità venne elevato a 59.200 lire, per l'installazione a bordo dei riduttori di velocità dei motori. Tutta l'ordinazione raggiunse così un valore complessivo di 1.065.600 lire.

Problemi con la propulsione 

Nei cinque cantieri Taroni tra Carate e Laglio iniziò l'attività. Tutto andò liscio per la realizzazione  degli scafi. Non altrettanto fu per la propulsione. I motori da apllicare  erano i Fiat A-12 , ma la loro consegna subì notevoli ritardi , per cui, essendovi l'immediata disponibilità di motori Sterling, vennero installati due coppie di questa serie, con opportuni adattamenti, sugli ultimi 12 dei 18 Mas ordinati, che raggiungevano la velocità di 24 nodi, uno in meno dei Fiat. I tempi di consegna furono rispettati, accrescendo il prestigio della ditta caratese

Una tragedia nei collaudi

Naufragio in Alto Lago 

 

La sigla Mas è stata usata per la prima volta nel 1915 per indicare " Motobarca Anti Sommergibile", poi più comunemente "Motoscafo anti sommergibile! e successivamente "Motoscafo Armato Silurante". Quando entrarono in azione , per la loro velocità e mobilità nel colpire il nemico e fuggire, indusse Gabriele d'Annunzio a ribattezzarli con il motto "Memento audere semper". Dei mas costruiti dai Cantieri Taroni, uno affondò in prova. Per l'esattezza il 17 aprile 1918, un mercoledì mattina verso le 10, a guerra ancora in corso, il mezzo bellico uscì in prova dal cantiere di Carate, con 10 persone a bordo, tra cui il titolare cav. Ferdinando Taroni. L'imbarcazione si spinse fino in alto Lago per completare il collaudo, ma all'altezza di Gravedona il motore scoppiò ed iniziò ad imbarcare acqua, colando a picco in pochi minuti e trascinando a fondo con se il capo macchinista, il giovane Giovanni Godi. I naufraghi vennero soccorsi dal battello battipalo della Lariana. Finita la Grande Guerra, il cantiere riprese la costruzione di barche da corsa e da diporto. Nel 1923 , quando furono costituite le classi agonistiche ufficiali, i canotti fuoribordo di prima categoria (250 cc.) costruiti dai Taroni diedero nome alla "Serie Lago di Como" a livello nazionale.. Morto nel 1936 il cav. Ferdinando Taroni, che è stato anche sindaco di Carate Lario, il cantiere iniziò il tramonto:- 

 

 

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