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La strada de Maloo

 

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La   strada   de   "Maloo"

 

Parecchi anni fa, quando ai Monti si andava solamente a piedi, specialmente gli  abitanti nella parte del paese più vicina ad Urio, erano soliti usare un'altra strada  (quella di Maloo),  che conduceva ai Monti con un percorso più corto anche se più ripido.  Essa parte al termine della frazione di Lestresio e passando dietro la Chiesa di S. Marta ed il cimitero in poche passi porta a Somaina (etimologicamente = posta in cima) 

 

 

 

 

nucleo originario del paese di Carate posto in alto a difesa dai predoni che via lago assaltavano le popolazioni. Ormai sono rimaste pochi cascinali, anche se uno in particolare è stato adattato a vera e propria abitazione con il proprietario che dispone di regolare residenza. 

 

Sulla facciata di una di queste costruzioni, una teca con un dipinto recentemente restaurato, ricorda San Antonio Abate (quel del purcell) forse a memoria  dell'attività predominante molti anni fa (agricoltori-allevatori).  In questa località ogni anno la domenica più vicina alla ricorrenza di S. Antonio  (17 gernnaio) al pomeriggio si tiene una breve funzione religiosa in suo onore che si conclude (di solito è freddo ) con un buon "vin brulè" e una fetta di panettone di ... quelli avanzati a Natale. Per i bambini invece una calda cioccolata.

Passate le poche case, appena dietro la curva dove si trova forse l'unico "masso erratico" di questa zona, 

 su una pietra di un muro divisorio, anche se a caratteri molto piccoli, è indicato il sentiero che porta alla falesia, dove è stata ricavata una palestra per scalatori.

 

 

http://www.planetmountain.com/Rock/falesie/falesia.html?stato=Italia&regione=Lombardia&idfalesia=065

 

Andando avanti su di una strada molto ripida si giunge finalmente su di un pezzo di strada abbastanza piano, al cui inizio, coloro che avevano particolare premura e .... buone gambe, di fronte alla "regoll del Tumaas" (quercia del Tommaso) imboccavano una stradina a sinistra ("pass del Gii - segnata in azzurro) 

altrettanto ripida che in pochi passi li portava fino ad un sentiero, terminato il quale,"scalando" un breve tratto di roccia,   si arrivava a Giseno,  .(Uso l'imperfetto in quanto attualmente questa strada non è più percorribile in quanto coperta di rovi.) Questa era la strada dalla quale i "picapreda" trasportavano in paese i sassi cavati nella cava detta "Cep de Gisan", e di cui si vedono ancora gli scarti (macchie bianche)

 

Le frecce indicano due grosse cave: quella bianca denominata "Cep de Gisan" - quella nera "Cava de Schirela"

Le macchie di colore bianco non sono altro che l'insieme dei  residui della lavorazione.(Garuff)

 

Chi invece procede normalmente, alla fine della breve piana, sulla sua sinistra trova un paio di  cascinali completamente diroccati, e l'inizio un lungo rettilineo  con una grandissima pendenza che porta ad incrociare l'altra strada   poco prima della località di "Schirela" in località detta appunto "Maloo"

 

 

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