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Da Giseno a
Monte
Ultime gocce di sudore !
Pur essendo non molto lungo, questo pezzo di strada è forse
il più ostico in quanto la fatica della precedente arrampicata incomincia a
farsi sentire, soprattutto se hai sulle spalle uno zaino contenente qualcosa
(quattro panini, la minerale o due bibite, la maglietta di ricambio )
Passato il praticello di Giseno dove puoi riposarti qualche
minuto seduto sul muretto di riparo (se sei sudato però stai attento al "muntif"
!)
dopo circa duecento metri trovi una casa isolata (1)
- è quella del Luis Tagliaa) dove specialmente d'estate puoi trovare
qualcuno. Fatto un altro centinaio di metri, ti trovi ai piedi di una larga
scalinata dritta e molto ripida (la scalota de Quena)
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dopo tre giorni di pioggia .... sulla "scalotta" |
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all'inizio della quale ci
sono due case semi abbandonate e due cascinali caduti in rovina (2).
In cima incomincia un pezzo di strada abbastanza pianeggiante (si fa per dire
!). Sulla destra ci sono sei casupole in rovina mentre poco più avanti una
grossa casa ex proprietà Saronio (l'ingegnere ucciso dalle Brigate Rosse
parecchi anni fa), ed ora di proprietà Turati (3).
Fatti altri pochi passi sulla sinistra trovi ciò che fu il podere dell'ultimo
allevatore di Carate (Taroni Giorgio), con dietro due piccole case (4).
Al termine del pianoro sulla curva a gomito (località "Cupascioo")
una ridente casetta appena ristrutturata e leggermente isolata dalle altre quasi
cinquanta case che compongono la località Monte.(5)
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