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"Madona
del l'Ugenii"
A ricordo di grazia ricevuta
Località così detta per la
presenza di una cappelletta dedicata alla Madonna
che fu costruita con l'aiuto economico del noto benefattore di
Carate Sig.
Eugenio Clerici (detto "padre eterno" come
ricorda questa lapide ancora esistente in via Clerici a Carate)
per ringraziare la Madonna di una grazia ricevuta. Si narra
infatti che lo stesso durante un nubifragio si era trovato sulla sua
imbarcazione che minacciava di capovolgersi in mezzo al lago di fronte a Carate,
e che alzando gli occhi al cielo per chiedere aiuto al "Santissimo",
vide invece una immagine della Madonna a metà montagna, nella posizione dove in
seguito fu eretta questa cappella. Anni fa fu ristrutturata dall'allora
esistente G.A.M. (Gruppo Amici della Montagna) in quanto stava cadendo, ed il
vecchio tetto faceva acqua da tutte le parti, e non assolveva a dovere uno dei
compiti che gli erano abituali. Certamente quella cappelletta ha riparato tanti
caratesi (boscaioli, allevatori, contadini, cercatori di funghi o di castagne,
ma anche contrabbandieri, giovani e meno giovani) da improvvisi acquazzoni
che non sempre .... avvertivano del loro arrivo. Tale cappella si trova infatti
più o meno a metà strada tra il paese di Carate ed i Monti, dove parecchi anni
fa si svolgeva gran parte della vita lavorativa degli abitanti dediti, malgrado
l'asprezza del terreno all'agricoltura ed all'allevamento; inoltre il
riscaldamento delle case, e gli .... elettrodomestici di allora (fuoco, stufe,
etc.)
avevano bisogno di carburante (legna), che si andava a
prendere nei boschi, per cui anche i pochi caratesi che lavoravano in altre
attività (artigianato, commercio o altro) il sabato, e soprattutto la domenica
dovevano provvedere a tale incombenza. Era quindi una strada abbastanza
frequentata anche durante i giorni della settimana.
A pochi metrri di distanza c'è ancora un cascinale dove
si è quasi sempre continuato ad allevare (ultimamente per hobby) degli animali.
(2) Le pecore del "Furia" prima, le capre
del Beniamino poi, ed ora lo stesso Beniamino insieme al Filippo stanno
sperimentando un piccolo allevamento di asinelli sardi (nr. 2 femmine, entrambe
gravide),
che il 29 aprile ( 2002 ) hanno data alla luce, a distanza di
tre ore una dall'altra, due bei puledri.
| Bea con la mamma Pinta |
Varenne con la mamma
Martina |
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Anche quest'anno il piccolo allevamento ha avuto un suo
incremento, anche se in misura minore del previsto. Infatti oggi 25 maggio 2003
e nato un piccolo puledrino ( non ricordo il nome che gli verrà dato ! )
Eccolo nelle foto scattate poche ore il lieto evento insieme alla mamma ed al
........ papà Filippo!
Sotto la cappella c'è un altro grosso cascinale con un gran
prato vicino (la Malpensada (1)- dove l'ex
cavapietra che troveremo più avanti - tiene il suo asino) ancora ben tenuto in
quanto lo stesso provvede a falciare ogni anno l'erba per il suo animale, che
usa ancora per trasportare la legna per il suo caminetto. Avanti pochi passi,
iniziano i "Garuff"
che sono delle vere e proprie montagne di sasso di scarto
delle cave di "pietra moltrasina", sostenuti da estese opere di
contenimento costituite da grossi ed alti muri di pietra (costruiti a
"secco") fin dall'inizio di questa attività che risale ai secoli XI e
XII. Queste opere si estendono lungo la strada per una lunghezza di parecchie
centinaia di metri, fino ad arrivare alla località "Schirela" dove si
possono notare ancora residui di insediamenti
produttivi.
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