Varie

Motti (sostituisce Motti e curiosità)

"Alunni e alunne della scuola elementare di Carate Lario, a voi la semplice e disadorna mia parola .... Sebbene nata nel suolo Elvetico, ora faccio parte della popolazione dell'Italica Terra, ed eccomi qui per unirmi a voi nel festeggiare decorosamente il primo Cinquantenario della solenne proclamazione del Regno d'Italia. Cresciuti tutti voi alla vera scuola italiana, meglio di me conoscete quei tratti di santo eroismo, che resero immortale il nome di quei non pochi prodi che chiamavano fortuna perfin il morir combattendo , pur di salvare l'onore del proprio vessillo e poterlo coronare di gloria e di vittoria. Oh ! Libertà d'Italia ! Quanti martiri, quante lacrime quanti sacrifizi sei costata. ! E noi che oggi ne esaltiamo le vittorie , sempre benediremo agli eroi di quelle epoche, che la storia ricorda con vero entusiasmo patriottico. E noi che ora godiamo la quiete , la pace e la libertà acquistata col valore e col sangue dei nostri padri, ricordiamo che ci incombe a tutti indistintamente il santo dovere d'instillare nei cuori delle crescenti generazioni quei puri e orti sentimenti di amor patrio che in ogni momento formano il saldo ornamento degli animi concordi e fermi degli antichi italiani. Voi, o ragazzi, sarete un giorno chiamati a servire la Patria e l'esempio ereditato dagli avi sempre valga a non rendervi mai titubanti nel seguire le orme benedette dei guerrieri antichi.  E pensate che in quei giorni in cui verranno affidate le sorti future della Patria, voi la renderete sempre più gloriosa se saprete meritarvi il nome di "Degni figli d'Italia" Anche a voi, o ragazze, la storia presenta dei punti interessanti e luminosi e non fa bisogno che vi ricordi la madre dei Cairoli, che alla Patria ben sacrifica i suoi cinque figli,; la giovane Clelia romana, che con straordinaria fermezza risponde a Porsenna " Sappi che se fossi anche io sola in Roma, la tua vita non sarebbe sicura" Non sono da scordare le sorelle Lampugnani che vendettero ben cara la loro vita nelle gloriose cinque giornate di Milano.  Di volo rammento alcune date che fanno grande epoca al Risorgimento Italiano, e cioè quelle infauste del 1848 e del 1849, che aggiunte alle schiaccianti proposte austriache , non scoraggiarono però il Re Galantuomo, il quale nel 1859 colla guida di Camillo Benso di Cavour, di Massimo d'Azeglio e di altri ancora , mediante il favorevole aiuto dell'alleanza francese, guadagnò la libertà alla nostra Lombardia. Ed a questo fatto storico di tanta cara memoria, fa seguito la sconfitta fatta subire sul vicino Colle di San Fermo dal Generale Giuseppe Garibaldi agli austriaci. . Nel 1860 è da accennarsi la favolosa spedizione dei Mille, che guidata sempre dal prode Garibaldi dà libertà alle due Sicilie ed incontrandosi a Teano con Vittorio Emanuele lo saluta re d'Italia, e poscia, come novelli Cincinnato si ritira a Caprera. (*) Tutti uniti e compatti  portiamo dunque il saluto alla nostra Italia, alla sua capitale, che nel 1870 venne definitivamente occupata , ricordando sempre quel  20 settembre , e quando il Re nel Parlamento esclamò " a Roma ci siamo e a Roma ci resteremo". Il nostro gentil pensiero in oggi giunga anche al Re Galantuomo che riposa al Pantheon; alla tomba del Re Umberto , col qualificativo di Re Buono ed al regnate Vittorio Emanuele III, al quale ben si addice l'appellativo di Re Dotto.

Salve a te, o Italia, e salve a' tuoi prodi !    Viva l'Italia !

 


 

(*) Non con liquidazioni milionarie, ma con un semplice sacco di sementi per il suo orto.! (Mia riflessione)